Pasqua 2026 in Sardegna: turismo in crescita, forte a nord e nelle città, mare ancora a rilento
La Pasqua 2026 conferma la Sardegna come destinazione turistica in crescita, con un andamento positivo soprattutto nei centri urbani e nelle aree del Nord, mentre il comparto balneare resta più lento e parzialmente fermo. Il bilancio è buono, ma ancora concentrato: dominano le prenotazioni a Cagliari, Olbia, Alghero e dintorni, mentre molte località costiere risultano meno affollate, con sole strutture selezionate già aperte.
Dati e andamento
Le prime stime indicano che circa il 30–35% delle strutture ricettive isolane era attivo durante il periodo pasquale, con un’occupazione media intorno al 70% nelle zone non ancora in piena stagione e quasi esaurito in città e nei principali assi di collegamento . Il turismo è stato trainato soprattutto da visitatori stranieri, con una netta prevalenza di tedeschi, svizzeri e francesi, in linea con la tendenza degli ultimi anni che vede gli arrivi esteri superare quelli italiani .
A livello annuale, il 2025 è stato record per la Sardegna, con oltre 21,8 milioni di presenze e oltre 5 milioni di arrivi (+15% sul 2024), cui si somma il +15,4% del 2024 rispetto al 2023 . Questa dinamica si riflette anche nella Pasqua 2026, usata dai mercati internazionali come occasione per un primo soggiorno primaverile.
Affluso più forte: Nord e città
Le zone con l’afflusso maggiore sono state:
Cagliari e hinterland: città alta, centro storico e quartieri storici sono stati molto vivi, con forte presenza di turisti nazionali e stranieri, hotel e B&B spesso pieni .
Olbia e Gallura: l’aeroporto di Olbia ha registrato un flusso intenso di passeggeri, con circa 90.000 viaggiatori attesi tra il 2 e il 7 aprile e una crescita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025 .
Alghero e Costa Paradiso: forte presenza di turisti europei, soprattutto tedeschi e francesi, con buone occupazioni negli alberghi e nei villaggi aperti .
Zona con affluence più contenuta
Le aree con flusso più contenuto sono state soprattutto:
Coste centrali e meridionali non ancora in pieno allestimento: molte strutture tra Oristano, Costa Verde, parte della costa sud e alcune porzioni del cagliaritano restano con occupazioni limitate o “soft opening”, con capacità attive solo parzialmente
Centri interni e piccoli comuni: il turismo culturale e religioso ha registrato buone presenze locali, ma con letto turistico meno strutturato e meno attrattiva per i flussi esteri rispetto alle mete balneari già operative
Prospettive per l’estate
Per i siti turistici e di analisi del mercato, la Pasqua 2026 restituisce un quadro chiaro: la Sardegna è in grado di attirare turismo già in aprile, soprattutto nei centri urbani e nelle zone del Nord ben collegate dai voli, mentre il mare vero e proprio deve ancora completare l’apertura e consolidare la capacità ricettiva .Se la tendenza dei mercati esteri, la crescita degli arrivi e la presenza di passeggeri sui voli si confermeranno, l’estate 2026 si profila come una stagione lunga e più distribuita, con opportunità per operatori e amministrazioni locali di lavorare su offerta integrata, prezzi e accessibilità .